Il nuovo Regolamento Europeo considera come personale qualsiasi dato che sia atto a identificare un individuo.
Per la prima volta sono incluse tra i dati personali informazioni genetiche, o contenute in "cartelle cliniche precedenti", o di carattere "economico e finanziario" o ancora "sociali e online". Non esistono dati personali che non ricadano sotto il GDPR, per cui è difficile per le aziende sottrarsi al rispetto delle sue norme.
Il software, i sistemi e i processi devono essere progettati tenendo conto della protezione dei dati.
Attualemnte, la cancellazione effettiva dei dati non è oggi una peculiarità dei prodotti software.
Domani sarà obbligatorio introdurla, compito non semplice per i progettisti software.
La norma di nominare un responsabile della protezione dei dati (DPO, Data Protection Officer) si applica alle strutture pubbliche che trattano informazioni personali e ad ogni altra entità la cui attività principale richieda un “regolare e sistematico monitoraggio di dati personali su larga scala” oppure un “trattamento su larga scala di speciali categorie di dati”.
Il GDPR pone l’accento sul concetto di “responsabilizzazione” nel trattamento dei dati personali.
Prevede infatti che il titolare del trattamento sia tenuto a garantire che tutti i principi di privacy siano rispettati.
Inoltre, il regolamento prevede che l’organizzazione possa comprovare la propria conformità a tutti i suoi principi.
Il nuovo Regolamento Europeo sancisce l’obbligo di effettuare delle valutazioni PIA (Privacy Impact Assessment) dove il rischio di violazioni della privacy è alto.
In poche parole, prima ancora di avviare progetti riguardanti informazioni personali, bisogna effettuare una valutazione del rischio per la privacy e poi assicurarsi di essere in regola con le nome del GDPR man mano che il progetto avanza.
Il GDPR armonizza le diverse leggi che oggi sono in vigore in Europa per notificare le violazioni dei dati personali, con l'obiettivo di spingere le aziende ad un monitoraggio costante delle violazioni stesse.
La regola impone di notificare alla locale autorità le violazioni dei dati entro 72 ore dalla loro scoperta. Le aziende devono attrezzarsi con tecnologie e processi che le mettano in grado di scoprire una violazione dei dati e reagire.
La prova di aver ottenuto un consenso valido all’uso delle informazioni personali è uno degli aspetti più onerosi del nuovo Regolamento Europeo.
E' necessario usare un linguaggio semplice quando si richiede il consenso a raccogliere dati personali, ed essere chiari su come verranno utilizzati i dati.
Bisogna prendere atto che rifiutare di rispondere non vale come tacito consenso.
Le regole per la manipolazione dei dati che il GDPR introduce sono particolarmente severe.
il soggetto interessato ha il diritto in certe circostanze di chiedere la cancellazione dei dati che lo riguardano.
Di nuovo, occorre dotarsi di processi e tecnologie che permettano di cancellare i dati dietro richiesta.